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Numero di massa e numero atomico:

Numero atomico Z e numero di massa A sono due metodi per quantificare quante particelle subatomiche sono presenti nel nucleo di ogni atomo. Il primo riferito ai protoni, il secondo alla somma dei protoni e dei neutroni. Permettono di identificare con sicurezza gli elementi chimici o i diversi isotopi di uno stesso elemento. 

Questi due concetti sono molto utili anche nella lettura della tavola periodica.

NUMERO ATOMICO Z   zX

 indica il numero di protoni (p+) presenti nel nucleo; atomi di uno stesso elemento hanno lo stesso numero di protoni.

A un determinato numero atomico corrisponde un determinato elemento ed ad ogni elemento corrisponde un determinato numero atomico  tutti gli atomi di azoto hanno numero atomico 7 e il numero atomico 7 è caratteristico dell’atomo di azoto. Nella tavola periodica gli elementi sono ordinati in base all’ordine crescente del numero atomico.

In un atomo neutro il numero di protoni è uguale al numero di elettroni, quindi il numero atomico in questo caso indica anche il numero di elettroni. 

 

NUMERO DI MASSA A  A

indica la somma tra neutroni e protoni (nucleoni). Dal numero atomico si può ricavare il numero di massa una volta noto il numero di neutroni. La formula è A = Z + n (neutroni). Partendo dal nome degli isotopi si può ottenere il numero dei neutroni una volta noti A e Z. 

ISOTOPI atomi con stesso numero atomico Z ma diverso numero di massa A , Il nome dell’isotopo indica proprio il numero di massa: il carbonio-12 ha A pari a 12, il carbonio-13 ha A = 13 e così via.

 

In sintesi, se due atomi hanno Z uguale sono dello stesso elemento. Se hanno anche A uguale fanno parte dello stesso isotopo. Se Z è uguale e A diverso, sono parte di isotopi diversi dello stesso elemento, l’idrogeno ha tre isotopi: prozio, deuterio e trizio che tutti hanno un solo protone ma si differenziano per il numero di neutroni che corrisponde a 1 nel prozio, 2 nel deuterio e 3 nel trizio.

 

conoscendo il numero di massa e quello atomico possiamo calcolare il numero di neutroni n°:

n°= A-Z 

 

esercizio

 

un atomo ha numero atomico  Z=17 e numero di massa  A= 37. Calcolare quanti neutroni ha e a quale atomo corrisponde?

svolgimento

 

n°=A-Z= 37-17=20 quindi il numero di neutroni è 20

consulto la tavola periodica , cerco elemento che ha numero di massa 37 e numero atomico 17 e risalgo al cloro, 17Cl.

 

esercizio

 

un atomo è composto da 26 protoni e 30 neutroni. calcola numero atomico e numero di massa. di che atomo si tratta.

 

svolgimento

numero atomico  Z = 26 numero di protoni

numero di massa  A = p+n = 26 + 30 = 56 

consultando la tavola periodica  risalgo al 26Fe

 

Il numero di massa  se espresso sotto forma di unità di massa atomica (u.m.a.) è uguale al peso atomico. La massa delle due particelle è pressoché uguale, 1,672×10−27 kg per i protoni e 1,674×10−27 kg per i neutroni. Quella degli elettroni invece ammonta a 9,109×10−31 kg, 10.000 volte inferiore e dunque anche trascurabile. L’equivalenza è utile anche per il calcolo delle moli nelle reazioni chimiche.

 

Il nucleo rappresenta quasi l’intera massa dell’atomo, poiché il resto dello spazio è composto dagli orbitali degli elettroni. le particelle negative risultano di massa insignificante rispetto a quelle positive o neutre. La corrispondenza fra peso atomico e numero di massa (oltre che numero atomico) però vale essenzialmente per gli atomi allo stato neutro.

Il motivo è che se per convenzione gli elettroni non contano nel calcolo, occorre che la standardizzazione sia uguale per tutti gli atomi. Allo stato neutro elettroni e protoni sono presenti nello stesso numero. Le forme ioniche invece prevedono che venga perso  acquisito un elettrone, quindi seppur lievissima ci sarà una differenza.

Il raggio atomico può variare, ma la sua massa resterà sempre riferita al nucleo compatto al centro. Maggiore sarà il numero atomico, minore sarà il raggio poiché più protoni equivalgono ad una maggiore attrazione verso il nucleo degli elettroni.  Viceversa, minore sarà Z e maggiore sarà il raggio. In questo non interviene il numero di massa, poiché i neutroni non hanno carica.

Più è alto Z, maggiore sarà anche l’elettronegatività dell’atomo, ossia la sua tendenza ad acquisire elettroni di valenza. Questo perché la forte carica positiva attirerà maggiormente le particelle negative. Un numero atomico inferiore invece corrisponderà a una minore elettronegatività. 

Più protoni nel nucleo significa che anche il potenziale di ionizzazione aumenta di pari passo con l’aumento di Z. Si tratta dell’energia necessaria a togliere un elettrone dall’orbitale più esterno di un atomo. Un numero atomico più alto indica che serve maggiore dispendio di energia. Uno più basso indica minore attrazione fra elettroni e nucleo, più debole da spezzare.

 

numero di massa e numero atomico

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L’atomo

Con il termine atomo si indica la parte più poiccolo in cui si può suddivide un elemento senza che perde la sue proprietà caratteristiche. L’atomo si divide in particelle subatomiche più piccole , che possiamo immaginare come i mattoni con i quali sono coste gli atomi, cioè sono uguali per forma e struttura nei diversi elementi. 

Negli Atomi si distingue una regione centrale il nucleo, costituito da protoni , con carica positiva, e i neutroni, senza carica elettrica e una parte esterna nella quale si trovano gli elettroni, con carica negativa.

In un atomo gli elettroni ruotano intorno al centro(nucleo)  formato da particelle cariche positivamente e particelle neutre

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I Benefici del Melograno per la Pelle del Viso

Il melograno, noto anche come ‘frutto degli dei’, è un frutto delizioso che offre numerosi benefici per la salute. Ma sai che il melograno può anche migliorare la bellezza della pelle del viso?

I Nutrienti del Melograno per la Pelle

Il melograno è ricco di antiossidanti come i polifenoli, che aiutano a combattere i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cutaneo. Questi antiossidanti aiutano a proteggere la pelle dai danni dei raggi UV e a ridurre l’infiammazione.

Benefici del Melograno per il Viso

  • Idratazione: L’applicazione di succo di melograno o estratto sulla pelle del viso aiuta ad idratarla in profondità, mantenendo la pelle morbida e luminosa.
  • Riduzione delle Rughe: Grazie ai suoi potenti antiossidanti, il melograno può aiutare a ridurre l’aspetto delle rughe e delle linee sottili, stimolando la produzione di collagene.
  • Combattimento dell’Acne: Le proprietà antibatteriche e antinfiammatorie del melograno possono aiutare a combattere l’acne e ridurre l’infiammazione della pelle.
  • Rigenerazione della Pelle: I nutrienti presenti nel melograno favoriscono la rigenerazione delle cellule della pelle, contribuendo a una pelle più sana e luminosa.

Come Utilizzare il Melograno per la Pelle del Viso

Ecco alcuni modi per utilizzare il melograno per migliorare la bellezza della pelle del viso:

  1. Maschera Viso al Melograno: Mescola il succo di melograno con un po’ di miele e applica la maschera sul viso. Lascia agire per 15-20 minuti e poi risciacqua con acqua tiepida.
  2. Spruzzo di Acqua di Melograno: Riempire uno spruzzatore con succo di melograno diluito con acqua e spruzzare sul viso per idratare e rinfrescare la pelle.
  3. Olio di Semi di Melograno: Massaggia delicatamente alcune gocce di olio di semi di melograno sul viso per nutrire la pelle e migliorare l’elasticità.

Conclusione: Il melograno è un frutto straordinario che offre numerosi benefici per la salute e la bellezza della pelle del viso. Sperimenta con i diversi modi di utilizzare il melograno e goditi i risultati di una pelle del viso più radiosa e luminosa!

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LA TEORIA ATOMICA

Il modello atomico di Dalton afferma che gli atomi sono indivisibili e identici all’interno di uno stesso elemento. Gli atomi di elementi diversi hanno dimensioni, pesi e caratteristiche diverse. Inoltre, gli atomi possono unirsi per formare sostanze nuove.

Il fisico Thomson identificò gli elettroni nel 1897, rivoluzionando la teoria atomica di Dalton. Introdusse il concetto di particelle subatomiche e ipotizzò che gli elettroni fossero distribuiti all’interno di una sfera carica positivamente, neutralizzando la carica complessiva.

Il modello di Thomson rappresentò un importante passo avanti, ma non convinceva del tutto: se c’erano delle particelle subatomiche negative dovevano esserci anche delle subparticelle positive.

Gli studi di Rutherford sull’atomo si concentravano sulle radiazioni α. Bombardò una sottilissima lamina d’oro con un fascio di radiazioni α e osservò che la maggior parte delle particelle α passava attraverso la lamina, mentre un piccolo numero veniva deviato e un numero ancora più piccolo veniva riflesso. Questo suggeriva che gli atomi contenevano principalmente spazi vuoti, con nuclei molto densi al loro interno.

Rutherford immaginò che l’atomo fosse come un piccolo sistema solare, un atomo planetario con un nucleo come sole ed elettroni come pianeti, dove ogni elettrone si muoveva lungo una precisa orbita.

  • Ma De Broglie avanzò l’ipotesi che se l’elettrone si muoveva lungo una precisa orbita si poteva calcolare sia la velocità che lo spazio percorso.

Il concetto di elettrone come onda elettromagnetica fu accettato, ma la sua localizzazione divenne impossibile a causa del Principio di Indeterminazione di Heisenberg. Quest’ultimo affermava l’impossibilità pratica di conoscere le caratteristiche del movimento dell’elettrone.

Gli contemporanei di Albert Einstein, inclusi i fisici impegnati nel tempo, erano in disaccordo con la teoria di Rutherford, sostenendo che gli elettroni perdono energia mentre orbitano e che la struttura atomica non è planetaria. Tuttavia, Niels Bohr, utilizzando l’analisi spettrale, propose una diversa struttura atomica che contraddiceva quella di Rutherford. Esaminando le linee spettrali della luce solare e dell’idrogeno, Bohr osservò la dispersione della luce bianca attraverso un prisma e le caratteristiche linee spettrali dell’idrogeno quando veniva riscaldato.

Bohr abbracciò l’ipotesi di Rutherford secondo cui l’atomo era composto da un nucleo (contenente nucleoni) e da elettroni che occupavano livelli di energia. Questi furono successivamente chiamati orbite, ma a causa della natura onda-particella dell’elettrone e del suo movimento indeterminabile attorno al nucleo, è più appropriato parlare del concetto di possibilità, cioè dell’orbitale.

Secondo Bohr, i livelli energetici degli elettroni sono quantizzati, il che significa che ogni livello ha una quantità specifica di energia. Ad esempio, l’energia associata a n=1 è maggiore di quella associata a n=2. Man mano che ci si allontana dal nucleo, l’energia diminuisce. Questa quantità di energia è chiamata “quanto” ed è l’energia necessaria per far passare un elettrone da un livello energetico all’altro. Se si desidera far passare un elettrone da n=3 a n=1, è necessario rimuovere energia.

Bohr calcolò anche il raggio dell’orbità: r=53n(al quadrato) pm

Erwin Schrodinger Fisico austriaco famoso per i suoi contributi alla meccanica quantistica. Propose il modello quantistico negli anni ’20. La meccanica quantistica fornisce una comprensione completa del comportamento degli elettroni.

Il modello di Schrödinger spiega con successo il comportamento degli atomi multielettronici. Propone un modello ondulatorio per descrivere il comportamento degli elettroni nell’atomo di idrogeno. Le onde si dividono in stazionarie secondo le proprietà dello spazio e del tempo, o solo dello spazio. Descrive il comportamento degli elettroni attorno al nucleo come quello di un’onda stazionaria, proponendo un’equazione d’onda per rappresentare tale comportamento. Questa onda può essere immaginata come ottenuta da una corda chiusa su se stessa.

La meccanica quantistica è il fondamento della moderna teoria
atomica