La chimica è una scienza affascinante che si occupa dello studio della struttura, delle proprietà e delle trasformazioni della materia. Quando parliamo di materia, intendiamo tutto ciò che occupa spazio e possiede una massa, inclusi corpi, minerali, animali e vegetali. La materia è composta da sostanze fondamentali chiamate elementi, ognuna con le proprie caratteristiche distintive. Gli elementi possono combinarsi tra loro per formare composti. Gli elementi stessi sono costituiti da atomi, le particelle più piccole in grado di conservare le caratteristiche distintive dell’elemento di provenienza. In sostanza, la materia è costituita da un intricato e affascinante mondo di atomi e elementi che costituiscono tutto ciò che ci circonda.
Lo studio della chimica è di fondamentale importanza in svariate discipline scientifiche e tecnologiche. Ad esempio, la comprensione delle reazioni chimiche e delle proprietà dei materiali è essenziale per sviluppare nuovi farmaci, materiali innovativi e tecnologie avanzate. Inoltre, la chimica svolge un ruolo cruciale nell’ambito dell’energia, contribuendo alla ricerca di soluzioni sostenibili per le sfide legate all’approvvigionamento energetico e all’ambiente.
In aggiunta, la chimica offre uno sguardo approfondito sulle interazioni tra sostanze e la comprensione dei fenomeni naturali che avvengono a livello atomico e molecolare. Questo ci consente di apprezzare la complessità e la bellezza del mondo che ci circonda a un livello più profondo, aprendo le porte a nuove scoperte e applicazioni pratiche.
La materia si trasforma costantemente attraverso reazioni chimiche che sono alla base di ogni attività biologica. La materia esiste in stati di aggregazione: solido, liquido e gassoso.
Materia
ha spazio, peso, massa
deriva dal latino mater = madre
è composta da atomi (rappresentati da simboli) che sono riuniti in molecole.
La serendipity (serendipità tradotto in italiano) gioca un ruolo significativo nelle scoperte scientifiche e mediche. Come ha affermato Louis Pasteur, “il caso aiuta solo le menti già pronte”. Molti dei farmaci più utilizzati oggi sono stati scoperti per puro caso o per fortuna, dimostrando che, sebbene il caso sia importantissimo, è anche necessario un’intellettuale prontezza d’ingegno per coglierne appieno i benefici.
Il termine “serendipity” è stato coniato nel 1754 da Horace Walpole, ispirandosi alle vicende dei principi di Ceylon, che in passato era chiamata Serendip. È entrato nel vocabolario inglese alla fine del 1800, inizialmente noto solo a pochi studiosi, ma è stato poi adottato dalla comunità scientifica grazie a un professore di fisiologia di Harvard.
“Serendipity” esprime quella forma di conoscenza che avviene in modo casuale o accidentale, come descritto da uno scrittore inglese con un tocco di umorismo: “è come cercare un ago in un pagliaio e trovare la figlia del contadino”. Molte scoperte scientifiche, inclusa quella dei primi farmaci per trattare la depressione, sono avvenute grazie a questa forma di conoscenza per serendipity.
vaccini
Si narra che durante un periodo di relax, il famoso scienziato e il suo team lasciarono accidentalmente proliferare alcune colture batteriche che stavano studiando, senza fornire loro alcun nutrimento. Al loro ritorno, fecero una scoperta straordinaria: i microrganismi affamati e deboli avevano perso la loro pericolosità, ma conservavano la capacità di stimolare una risposta immunitaria. Questa scoperta fortuita si rivelò rivoluzionaria e ancora oggi le strategie simili vengono impiegate nello sviluppo di alcuni vaccini.
Penicillina
L’episodio più famoso di serendipity è la scoperta della Penicillina di Alexander Fleming nel 1928. Tornando dalle vacanze si accorse che la piastra con la coltura batterica Stafilococco aureo,, che stava studiando era rimasta aperta, a un certo punto non li vede più. Su questa si era formata una muffa verde con intorno un alone di Penicillium notatum, cioè aveva prodotto una sostanza che inibiva la crescita del batterio che fu poi chiamata Penicillina. Un errore che portò ad una scoperta eccezionale del capostipite degli antibiotici ma, senza l’intuito dello scienziato probabilmente la piastra sarebbe stata buttata perché contaminata!
antidepressivi
Nei primi anni ’50, l’isoniazide, derivato da residui bellici, dimostrò un’efficace azione antitubercolare portando a una drastica riduzione della mortalità per tubercolosi negli USA. Successivamente, la sua inusuale capacità di generare euforia spinse alcuni psichiatri a sperimentarne l’uso come antidepressivo, contribuendo all’origine del termine “antidepressivo”.
nel luglio 1957, lo psichiatra americano Nathan Kline presenta i suoi primi dati su pazienti depressi trattati con successo dal farmaco antitubercolare (che commercialmente si chiamava Marsilid).
Nell’anno successivo, nonostante il farmaco fosse registrato solo come farmaco antitubercolare, 400.000 pazienti depressi iniziarono ad essere trattati con l’iproniazide con buoni risultati. Tutto ciò aprì la strada, per la prima volta nella storia, ad una classe di farmaci in grado di curare la patologia depressiva. Studiato per la cura della tubercolosi, il farmaco in chi lo assumeva portava miglioramenti dell’umore. Ed è così divenuto, diversi anni fa, uno dei primi antidepressivi dell’epoca moderna, anche se è stato presto sostituito da altri medicinali meno problematici da gestire.nel settembre del ’57, Roland Kuhn presentò i suoi dati sulla efficacia antidepressiva di un’altra molecola, denominata G-22355. A quel tempo la dottrina prevalente sull’eziologia della depressione voleva che fosse il risultato di processi psicodinamici e di conflitti intrapsichici, e che quindi l’intervento farmacologico potesse mascherare i reali sintomi della condizione depressiva. Kuhn, allora giovane assistente presso l’ospedale psichiatrico cantonale di Munsterlingen aveva ricevuto la nuova molecola che doveva avere addirittura proprietà antipsicotica e quindi essere testata per la cura della schizofrenia.
La sperimentazione sui pazienti schizofrenici non ebbe successo, ma alcuni pazienti con sintomi psicotici legati alla depressione migliorarono dopo aver assunto imipramina. Successivamente, il farmaco fu testato su pazienti depressi, confermandone l’efficacia antidepressiva. La scoperta dell’effetto antidepressivo dell’imipramina avvenne in modo accidentale, rappresentando un esempio di serendipity. Questa situazione si è verificata spesso nella storia dei farmaci, portando a inattesi effetti terapeutici o reazioni non desiderate.
benzodiazepine ( farmaci ansiolitici, ipnotici e sedativi)
La loro fortunata scoperta si deve a Leo Sternbach, scienziato presso Hoffmann-LaRoche, che negli anni ‘50 era incaricato di trovare qualcosa di simile al meprobamato, ansiolitico, ma non riuscendo a trovare il composto che considerava efficace abbandonò il progetto. Durante la pulizia del laboratorio furono trovati pochi milligrammi di due prodotti che si rivelarono attivi e furono chiamati clordiazepossido (LibriumⓇ). Sternbach introdusse quindi la classe delle benzodiazepine, tra cui ad esempio il diazepam (ValiumⓇ).
Sildenafil
Col tempo è diventato un fenomeno sociale, ma il Sildenafil, meglio conosciuto come ViagraⓇ, fu studiato dalla Pfizer per il trattamento dell’Angina Pectoris, malattia cardiaca. Durante gli studi clinici però fu osservato lo strano effetto collaterale di provocare erezioni del pene oltre a non ridurre il dolore dell’Angina. La ricerca fu quindi direzionata verso il trattamento della disfunzione erettile ottenendo la famosa ‘pillola blu’ che tutti conosciamo il principio attivo del Viagra.
Finasteride
Il farmaco è nato per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, per cui viene ancora utilizzato come altri della sua stessa classe. Ma ci si è accorti che poteva avere un’azione positiva nel trattamento dell’alopecia androgenetica, la forma più comune di calvizie.
Minoxidil
Siamo di fronte ad un farmaco antipertensivo che allarga i piccoli capillari dei follicoli. Non si sa esattamente in che modo agisca in questo caso, ma in chi risponde al trattamento ha determinato un progressivo aumento del diametro e della lunghezza dei capelli.
Diazepam
Questa benzodiazepina è il risultato di una sorta di passaggio fortuito. Tutto è iniziato da un composto dimenticato su uno scaffale nei laboratori della Roche.Sternbach è ‘inciampato’nelle benzodiazepine utilizzando un colorante chimico dimenticato su uno scaffale nei laboratori della Roche. Vedendo una somiglianza vaga con sostanze psicoattive, lo diedie al farmacologo L. Randall.
Ecco come Leo Sternbach è arrivato a questo farmaco e alle moderne benzodiazepine.
Raggi X
L’8 novembre del 1895, Röntgen stava conducendo esperimenti con un tubo simile a quelli usati nei televisori. Ha notato che quando il gas all’interno del tubo era rarefatto, l’emissione di luce cessava e si poteva vedere una macchia luminosa sulla parete di vetro. Questa luce era prodotta dai raggi catodici, che erano fasci di particelle chiamate elettroni. Röntgen ha poi scoperto una radiazione sconosciuta, chiamata raggi X. Ha fatto un esperimento in una stanza buia e ha avvolto il tubo con cartoncino nero, ma ha comunque visto una lastra fluorescente illuminarsi a qualche metro di distanza, fuori dalla portata dei raggi catodici.
quella data Wilhelm Roentgen realizzò la prima radiografia con i raggi X, che immortalava le ossa della mano della moglie.
Anestesia
Horace Wells amava gli spettacoli in cui gli attori si “facevano” di protossido d’azoto. Una sera notò che uno di loro non provava dolore nonostante un profondo taglio. Utilizzò quindi con successo il gas come anestesia per un’estrazione dentaria su sé stesso.
La struttura del Dna
Anche se pare strano, l’individuazione della struttura del Dna può essere considerata un caso di serendipity. Lo scrive Francis Crick, raccontando come Jim Watson capì quasi per un colpo di fortuna la natura delle basi che formano la doppia catena. Questo episodio evidenzia come a volte importanti scoperte scientifiche possano derivare da circostanze inaspettate e apparentemente casuali. È interessante riflettere su come la casualità possa giocare un ruolo significativo nelle ricerche scientifiche e portare a risultati straordinari, aprendo la strada a nuove scoperte e conoscenze che altrimenti sarebbero rimaste insperate.
Saccarina
La scoperta si deve a un chimico tedesco, Constantin Fahlberg. Gustando il pane, dolce e poi amaro, scoprì che a determinare il gusto dolce erano derivati del catrame di carbone presenti sulle sue dita. Così, analizzando il suo lavoro, identificò la saccarina.
’il caso aiuta solo le menti già pronte’ Pasteur, chimico e microbiologo
La penicillina è uno degli antibiotici più importanti nella storia della medicina. La sua scoperta rivoluzionò il trattamento delle infezioni batteriche e salvò milioni di vite umane.
La storia della penicillina inizia nel 1928, quando lo scienziato scozzese Alexander Fleming osservò casualmente che una muffa di Penicillium notatum aveva inibito la crescita di batteri nelle sue colture di laboratorio. Questa scoperta accidentale aprì la strada per lo sviluppo dell’antibiotico più potente dell’epoca.
Il potere curativo della penicillina
La penicillina è un antibiotico che agisce distruggendo le pareti cellulari dei batteri. Questo meccanismo d’azione specifico la rende efficace contro una vasta gamma di infezioni batteriche, comprese quelle causate da stafilococchi, streptococchi e pneumococchi.
Prima della scoperta della penicillina, le infezioni batteriche erano spesso fatali. Le ferite infette, le infezioni respiratorie e persino la sifilide non avevano cure efficaci. La penicillina ha cambiato tutto ciò.
Lo sviluppo e l’uso della penicillina
Dopo la scoperta di Fleming, furono necessari molti anni di ricerca e sviluppo per rendere la penicillina un farmaco utilizzabile. Fu solo negli anni ’40 che gli scienziati Howard Florey e Ernst Chain riuscirono a purificare la penicillina e produrla in quantità sufficienti per l’uso clinico.
La penicillina fu ampiamente utilizzata durante la seconda guerra mondiale per trattare le infezioni dei soldati feriti. La sua efficacia fu evidente e il suo uso si diffuse rapidamente in tutto il mondo.
Impatto sulla medicina moderna
La scoperta della penicillina è stata una delle pietre miliari della medicina moderna. Ha aperto la strada alla produzione di molti altri antibiotici, migliorando notevolmente il trattamento delle infezioni batteriche e aumentando l’aspettativa di vita della popolazione mondiale.
Tuttavia, l’uso eccessivo e improprio degli antibiotici ha portato alla comparsa di batteri resistenti agli antibiotici, rendendo necessario un uso oculato degli stessi. La scoperta della penicillina ci ha insegnato l’importanza di utilizzare gli antibiotici in modo responsabile e di sviluppare nuovi approcci terapeutici per combattere le infezioni.
L’olio essenziale di rosmarino è prodotto dalla pianta Rosmarinus Officinalis, appartenente alla famiglia delle Labiate. Apprezzato per le sue proprietà stimolanti e depurative, può essere utile come tonico cardiaco e contro la cellulite.
Proprietà e benefici dell’olio essenziale di rosmarino
Stimolante sul sistema nervoso, dona energia, favorisce la concentrazione e migliora la memoria. Aumenta il tono generale se usato al mattino. È anche un cardiotonico utile in caso di astenia, pressione bassa e stanchezza mentale. Inoltre, è depurativo, anticellulite, antinfiammatorio e astringente sulla pelle. Utilizzato in prodotti cosmetici e fanghi contro la cellulite.
L’energetica del Rosmarino la rende una pianta indispensabile da avere: l’Olio Essenziale di Rosmarino rafforza il senso d’identità e la forza spirituale, rinnova la fiducia in sé stessi e l’integrità, aiuta a dissolvere apatia ed inerzia, risveglia il coraggio di rischiare e la forza di volontà, aiuta la concentrazione, la dedizione nello studio e la memoria. Susanne Fischer Rizzi lo paragona ad un bastone che sorregge quando si è stanchi e privi di forze. Possiamo trovare due chiemiotipi di olio essenziale di Rosmarino, il chemiotipo cineolo e il chemiotipo verbenone. Il chemiotipo definisce in modo preciso il carattere dell’olio essenziale: le proprietà, le modalità di utilizzo e il profumo.Olio Essenziale di Rosmarino è indicato per il trattamento del viso, in particolare della pelle grassa ed acneica, in quanto anche in questo caso va a regolare la produzione di sebo e a dare un effetto purificante. Per il viso ti suggeriamo di utilizzare l’idrolato di questa pianta, più delicato. Per un effetto più marcato si può inserire in creme, oli e maschere viso.
Olio anticellulite: Diluire al 5 – 10 gocce in olio 100 ml di olio di mandorle dolci e frizionare, cellulite ritenzione idrica, cattiva circolazione grasso localizzato su cosce e glutei.
Bagno tonificante: diluire in una vasca d’acqua 10-15 gocce d’essenza, per ritrovare la calma e neutralizzare la tensione, combattere lo stress e in presenza di reumatismi, dolori muscolari, artrite, contusioni e sciatica.
Shampoo anticaduta: versare qualche goccia in uno shampoo neutro e procedere con il lavaggio in caso capelli deboli, fragili, grassi e con forfora, alopecia. Al termine, sui capelli umidi, poche gocce frizionate sul cuoio capelluto si riveleranno un toccasana.
Diffusione ambientale: 1 gc di olio essenziale di rosmarino, per ogni mq dell’ambiente in cui si diffonde, mediante bruciatore di olii essenziali o nell’acqua degli umidificatori dei termosifoni per rinfrescare e deodorare l’aria e favorire la concentrazione.
Controindicazioni dell’olio essenziale di rosmarino
L’olio essenziale di rosmarino non è irritante, ma va sempre utilizzato diluito, e non per lunghi periodi. Fare attenzione alle quantità perché in dosi elevate nell’uso interno può risultare tossico. Controindicato in gravidanza, nei soggetti epilettici e per i bambini.
Descrizione della pianta
Il rosmarino è un arbusto cespuglioso sempreverde, molto ramoso, che raggiunge l’altezza di 2 metri. Questa pianta aromatica è ricoperta da foltissime foglie, piccole e lineari, di colore verde cupo superiormente e biancastre dal lato inferiore per la lanugine che le riveste.
I suoi fiori sono azzurri e riuniti all’estremità dei rami, hanno due soli stami. Cresce spontaneo lungo le coste del Mediterraneo, diffuso un po’ in tutto il mondo, viene coltivato estesamente negli orti per l’utilizzo culinario.
Cenni storici
Il suo nome deriva dalle parole latine rosa maris che significano rosa del mare, forse per via del fatto che cresce spontaneamente sulle coste.
Gli Egizi conoscevano gli effetti battericidi e antisettici di questa essenza e la impiegavano nelle tombe.
Anche in Grecia i suoi rametti venivano bruciati nei templi al posto del prezioso incenso arabo.
Gli Antichi Romani erano soliti coltivare il rosmarino sulle tombe, come simbolo di immortalità. Ovidio nelle Metamorfosi racconta che la pianta fu il risulatato della trasformazione della principessa Leucotoe, ad opera del dio del sole, Apollo, che si innamorò di questa splendida fanciulla, figlia del re di Persia, e la sedusse. Il padre punì la debolezza della figlia con la morte ed i raggi del sole sulla sua tomba trasformarono il corpo nella pianta aromatica.
Da sempre si conoscono le sue proprietà curative e culinarie, in molti scritti, fra i quali alcuni di Dioscoride, si ritrova come rimedio per il fegato, il cervello ed il cuore. Nel Medioevo, un editto di Carlo Magno dell’812 obbligava i contadini a coltivare negli orti una pianta di rosmarino, il cui profumo si riteneva contenesse l’anima della terra; mentre nella tradizione popolare si utilizzava contro le peste e le malattie infettive.
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