La serendipity (serendipità tradotto in italiano) gioca un ruolo significativo nelle scoperte scientifiche e mediche. Come ha affermato Louis Pasteur, “il caso aiuta solo le menti già pronte”. Molti dei farmaci più utilizzati oggi sono stati scoperti per puro caso o per fortuna, dimostrando che, sebbene il caso sia importantissimo, è anche necessario un’intellettuale prontezza d’ingegno per coglierne appieno i benefici.
Il termine “serendipity” è stato coniato nel 1754 da Horace Walpole, ispirandosi alle vicende dei principi di Ceylon, che in passato era chiamata Serendip. È entrato nel vocabolario inglese alla fine del 1800, inizialmente noto solo a pochi studiosi, ma è stato poi adottato dalla comunità scientifica grazie a un professore di fisiologia di Harvard.
“Serendipity” esprime quella forma di conoscenza che avviene in modo casuale o accidentale, come descritto da uno scrittore inglese con un tocco di umorismo: “è come cercare un ago in un pagliaio e trovare la figlia del contadino”. Molte scoperte scientifiche, inclusa quella dei primi farmaci per trattare la depressione, sono avvenute grazie a questa forma di conoscenza per serendipity.
vaccini
Si narra che durante un periodo di relax, il famoso scienziato e il suo team lasciarono accidentalmente proliferare alcune colture batteriche che stavano studiando, senza fornire loro alcun nutrimento. Al loro ritorno, fecero una scoperta straordinaria: i microrganismi affamati e deboli avevano perso la loro pericolosità, ma conservavano la capacità di stimolare una risposta immunitaria. Questa scoperta fortuita si rivelò rivoluzionaria e ancora oggi le strategie simili vengono impiegate nello sviluppo di alcuni vaccini.
Penicillina
L’episodio più famoso di serendipity è la scoperta della Penicillina di Alexander Fleming nel 1928. Tornando dalle vacanze si accorse che la piastra con la coltura batterica Stafilococco aureo,, che stava studiando era rimasta aperta, a un certo punto non li vede più. Su questa si era formata una muffa verde con intorno un alone di Penicillium notatum, cioè aveva prodotto una sostanza che inibiva la crescita del batterio che fu poi chiamata Penicillina. Un errore che portò ad una scoperta eccezionale del capostipite degli antibiotici ma, senza l’intuito dello scienziato probabilmente la piastra sarebbe stata buttata perché contaminata!
antidepressivi
Nei primi anni ’50, l’isoniazide, derivato da residui bellici, dimostrò un’efficace azione antitubercolare portando a una drastica riduzione della mortalità per tubercolosi negli USA. Successivamente, la sua inusuale capacità di generare euforia spinse alcuni psichiatri a sperimentarne l’uso come antidepressivo, contribuendo all’origine del termine “antidepressivo”.
nel luglio 1957, lo psichiatra americano Nathan Kline presenta i suoi primi dati su pazienti depressi trattati con successo dal farmaco antitubercolare (che commercialmente si chiamava Marsilid).
Nell’anno successivo, nonostante il farmaco fosse registrato solo come farmaco antitubercolare, 400.000 pazienti depressi iniziarono ad essere trattati con l’iproniazide con buoni risultati. Tutto ciò aprì la strada, per la prima volta nella storia, ad una classe di farmaci in grado di curare la patologia depressiva. Studiato per la cura della tubercolosi, il farmaco in chi lo assumeva portava miglioramenti dell’umore. Ed è così divenuto, diversi anni fa, uno dei primi antidepressivi dell’epoca moderna, anche se è stato presto sostituito da altri medicinali meno problematici da gestire.nel settembre del ’57, Roland Kuhn presentò i suoi dati sulla efficacia antidepressiva di un’altra molecola, denominata G-22355. A quel tempo la dottrina prevalente sull’eziologia della depressione voleva che fosse il risultato di processi psicodinamici e di conflitti intrapsichici, e che quindi l’intervento farmacologico potesse mascherare i reali sintomi della condizione depressiva. Kuhn, allora giovane assistente presso l’ospedale psichiatrico cantonale di Munsterlingen aveva ricevuto la nuova molecola che doveva avere addirittura proprietà antipsicotica e quindi essere testata per la cura della schizofrenia.
La sperimentazione sui pazienti schizofrenici non ebbe successo, ma alcuni pazienti con sintomi psicotici legati alla depressione migliorarono dopo aver assunto imipramina. Successivamente, il farmaco fu testato su pazienti depressi, confermandone l’efficacia antidepressiva. La scoperta dell’effetto antidepressivo dell’imipramina avvenne in modo accidentale, rappresentando un esempio di serendipity. Questa situazione si è verificata spesso nella storia dei farmaci, portando a inattesi effetti terapeutici o reazioni non desiderate.
benzodiazepine ( farmaci ansiolitici, ipnotici e sedativi)
La loro fortunata scoperta si deve a Leo Sternbach, scienziato presso Hoffmann-LaRoche, che negli anni ‘50 era incaricato di trovare qualcosa di simile al meprobamato, ansiolitico, ma non riuscendo a trovare il composto che considerava efficace abbandonò il progetto. Durante la pulizia del laboratorio furono trovati pochi milligrammi di due prodotti che si rivelarono attivi e furono chiamati clordiazepossido (LibriumⓇ). Sternbach introdusse quindi la classe delle benzodiazepine, tra cui ad esempio il diazepam (ValiumⓇ).
Sildenafil
Col tempo è diventato un fenomeno sociale, ma il Sildenafil, meglio conosciuto come ViagraⓇ, fu studiato dalla Pfizer per il trattamento dell’Angina Pectoris, malattia cardiaca. Durante gli studi clinici però fu osservato lo strano effetto collaterale di provocare erezioni del pene oltre a non ridurre il dolore dell’Angina. La ricerca fu quindi direzionata verso il trattamento della disfunzione erettile ottenendo la famosa ‘pillola blu’ che tutti conosciamo il principio attivo del Viagra.
Finasteride
Il farmaco è nato per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, per cui viene ancora utilizzato come altri della sua stessa classe. Ma ci si è accorti che poteva avere un’azione positiva nel trattamento dell’alopecia androgenetica, la forma più comune di calvizie.
Minoxidil
Siamo di fronte ad un farmaco antipertensivo che allarga i piccoli capillari dei follicoli. Non si sa esattamente in che modo agisca in questo caso, ma in chi risponde al trattamento ha determinato un progressivo aumento del diametro e della lunghezza dei capelli.
Diazepam
Questa benzodiazepina è il risultato di una sorta di passaggio fortuito. Tutto è iniziato da un composto dimenticato su uno scaffale nei laboratori della Roche.Sternbach è ‘inciampato’nelle benzodiazepine utilizzando un colorante chimico dimenticato su uno scaffale nei laboratori della Roche. Vedendo una somiglianza vaga con sostanze psicoattive, lo diedie al farmacologo L. Randall.
Ecco come Leo Sternbach è arrivato a questo farmaco e alle moderne benzodiazepine.
Raggi X
L’8 novembre del 1895, Röntgen stava conducendo esperimenti con un tubo simile a quelli usati nei televisori. Ha notato che quando il gas all’interno del tubo era rarefatto, l’emissione di luce cessava e si poteva vedere una macchia luminosa sulla parete di vetro. Questa luce era prodotta dai raggi catodici, che erano fasci di particelle chiamate elettroni. Röntgen ha poi scoperto una radiazione sconosciuta, chiamata raggi X. Ha fatto un esperimento in una stanza buia e ha avvolto il tubo con cartoncino nero, ma ha comunque visto una lastra fluorescente illuminarsi a qualche metro di distanza, fuori dalla portata dei raggi catodici.
quella data Wilhelm Roentgen realizzò la prima radiografia con i raggi X, che immortalava le ossa della mano della moglie.
Anestesia
Horace Wells amava gli spettacoli in cui gli attori si “facevano” di protossido d’azoto. Una sera notò che uno di loro non provava dolore nonostante un profondo taglio. Utilizzò quindi con successo il gas come anestesia per un’estrazione dentaria su sé stesso.
La struttura del Dna
Anche se pare strano, l’individuazione della struttura del Dna può essere considerata un caso di serendipity. Lo scrive Francis Crick, raccontando come Jim Watson capì quasi per un colpo di fortuna la natura delle basi che formano la doppia catena. Questo episodio evidenzia come a volte importanti scoperte scientifiche possano derivare da circostanze inaspettate e apparentemente casuali. È interessante riflettere su come la casualità possa giocare un ruolo significativo nelle ricerche scientifiche e portare a risultati straordinari, aprendo la strada a nuove scoperte e conoscenze che altrimenti sarebbero rimaste insperate.
Saccarina
La scoperta si deve a un chimico tedesco, Constantin Fahlberg. Gustando il pane, dolce e poi amaro, scoprì che a determinare il gusto dolce erano derivati del catrame di carbone presenti sulle sue dita. Così, analizzando il suo lavoro, identificò la saccarina.
’il caso aiuta solo le menti già pronte’
Pasteur, chimico e microbiologo
Devi effettuare l'accesso per postare un commento.