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Dante era anche un farmacista

Il grande poeta Dante Alighieri partecipava attivamente alla vita politica di Firenze. Per farlo, doveva appartenere a una delle Arti Fiorentine. In quel periodo, non c’era un’arte dedicata agli artisti, scrittori o poeti, quindi Dante diventò speziale, l’equivalente moderno di un farmacista, iscrivendosi all’Arte dei Medici e degli Speziali e interessandosi alla medicina. Nel Medioevo, molti credevano che le malattie fossero una punizione divina. Anche se l’iscrizione all’arte era più politica che basata sulla conoscenza, Dante mostrò una particolare attenzione per la medicina nelle sue opere. Veniva spesso chiamato “maestro” e raffigurato con il “locco rosso”, l’abito distintivo dei membri degli Speziali.

Nel contesto storico del Medioevo, la medicina e la politica erano strettamente intrecciate, e molte figure eminenti di quell’epoca erano interessate sia alla professione medica che agli affari politici. Dante Alighieri, con la sua presenza attiva nella vita politica di Firenze e il suo coinvolgimento nell’Arte dei Medici e degli Speziali, si colloca in un contesto più ampio di impegno e interesse per diversi campi del sapere.

Dante, oltre ad essere un grande poeta, era anche un appassionato studioso di cultura in generale. Questo interesse lo portava a esplorare diversi ambiti culturali, confrontandosi con altri studiosi e apprendendo così nuove conoscenze. All’interno dell’ambiente culturale in cui si trovava, Dante si confrontava sempre con piacere con gli altri studiosi, creando un ambiente di scambio e arricchimento reciproco.

Nel XXIX Canto infernale, in cui tratta del tema dei Falsari, Dante li punisce con varie malattie tutte diverse tra loro, come Lebbra, Rabbia, Scabbia e Febbre. Dante menziona la teoria dei miasmi, particelle che si riteneva si attaccassero in aria con gli odori, principalmente di sostanze organiche in putrefazione, e che si credeva fossero responsabili della diffusione di malattie. La descrizione cruda e quasi atroce delle malattie evidenzia la profonda conoscenza scientifica di Dante e la sua capacità di rappresentare realisticamente queste sofferenze;anche la menzione dei miasmi rivela la profonda conoscenza scientifica di Dante e la sua attenzione ai dettagli, confermando il suo interesse e la sua padronanza in diversi ambiti culturali.

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LA TEORIA ATOMICA

Il modello atomico di Dalton afferma che gli atomi sono indivisibili e identici all’interno di uno stesso elemento. Gli atomi di elementi diversi hanno dimensioni, pesi e caratteristiche diverse. Inoltre, gli atomi possono unirsi per formare sostanze nuove.

Il fisico Thomson identificò gli elettroni nel 1897, rivoluzionando la teoria atomica di Dalton. Introdusse il concetto di particelle subatomiche e ipotizzò che gli elettroni fossero distribuiti all’interno di una sfera carica positivamente, neutralizzando la carica complessiva.

Il modello di Thomson rappresentò un importante passo avanti, ma non convinceva del tutto: se c’erano delle particelle subatomiche negative dovevano esserci anche delle subparticelle positive.

Gli studi di Rutherford sull’atomo si concentravano sulle radiazioni α. Bombardò una sottilissima lamina d’oro con un fascio di radiazioni α e osservò che la maggior parte delle particelle α passava attraverso la lamina, mentre un piccolo numero veniva deviato e un numero ancora più piccolo veniva riflesso. Questo suggeriva che gli atomi contenevano principalmente spazi vuoti, con nuclei molto densi al loro interno.

Rutherford immaginò che l’atomo fosse come un piccolo sistema solare, un atomo planetario con un nucleo come sole ed elettroni come pianeti, dove ogni elettrone si muoveva lungo una precisa orbita.

  • Ma De Broglie avanzò l’ipotesi che se l’elettrone si muoveva lungo una precisa orbita si poteva calcolare sia la velocità che lo spazio percorso.

Il concetto di elettrone come onda elettromagnetica fu accettato, ma la sua localizzazione divenne impossibile a causa del Principio di Indeterminazione di Heisenberg. Quest’ultimo affermava l’impossibilità pratica di conoscere le caratteristiche del movimento dell’elettrone.

Gli contemporanei di Albert Einstein, inclusi i fisici impegnati nel tempo, erano in disaccordo con la teoria di Rutherford, sostenendo che gli elettroni perdono energia mentre orbitano e che la struttura atomica non è planetaria. Tuttavia, Niels Bohr, utilizzando l’analisi spettrale, propose una diversa struttura atomica che contraddiceva quella di Rutherford. Esaminando le linee spettrali della luce solare e dell’idrogeno, Bohr osservò la dispersione della luce bianca attraverso un prisma e le caratteristiche linee spettrali dell’idrogeno quando veniva riscaldato.

Bohr abbracciò l’ipotesi di Rutherford secondo cui l’atomo era composto da un nucleo (contenente nucleoni) e da elettroni che occupavano livelli di energia. Questi furono successivamente chiamati orbite, ma a causa della natura onda-particella dell’elettrone e del suo movimento indeterminabile attorno al nucleo, è più appropriato parlare del concetto di possibilità, cioè dell’orbitale.

Secondo Bohr, i livelli energetici degli elettroni sono quantizzati, il che significa che ogni livello ha una quantità specifica di energia. Ad esempio, l’energia associata a n=1 è maggiore di quella associata a n=2. Man mano che ci si allontana dal nucleo, l’energia diminuisce. Questa quantità di energia è chiamata “quanto” ed è l’energia necessaria per far passare un elettrone da un livello energetico all’altro. Se si desidera far passare un elettrone da n=3 a n=1, è necessario rimuovere energia.

Bohr calcolò anche il raggio dell’orbità: r=53n(al quadrato) pm

Erwin Schrodinger Fisico austriaco famoso per i suoi contributi alla meccanica quantistica. Propose il modello quantistico negli anni ’20. La meccanica quantistica fornisce una comprensione completa del comportamento degli elettroni.

Il modello di Schrödinger spiega con successo il comportamento degli atomi multielettronici. Propone un modello ondulatorio per descrivere il comportamento degli elettroni nell’atomo di idrogeno. Le onde si dividono in stazionarie secondo le proprietà dello spazio e del tempo, o solo dello spazio. Descrive il comportamento degli elettroni attorno al nucleo come quello di un’onda stazionaria, proponendo un’equazione d’onda per rappresentare tale comportamento. Questa onda può essere immaginata come ottenuta da una corda chiusa su se stessa.

La meccanica quantistica è il fondamento della moderna teoria
atomica

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Cos’è la chimica?

La chimica: un’inutile complicazione o la chiave per comprendere il mondo?

Prendere appieno l’essenza della chimica, è fondamentale partire dal significato della parola greca da cui deriva – chemeìa, che tradotto significa “fondere insieme”. Questo concetto, influenzato dalla cultura egizia, ha raggiunto noi come alchimia, un’antica dottrina esoterica che teorizzava la trasmutazione dei metalli.
I primi studi legati a questa disciplina risalgono all’antica Grecia, un periodo in cui i filosofi riflettevano sulla struttura del mondo (si pensi, ad esempio, all’atomismo di Democrito) e in cui si era ancora lontani dal concetto medievale che mescolava la scienza con la religione.
È solo nel XVII secolo che la storia della chimica, così come la conosciamo oggi, ha inizio, con l’adozione di un approccio matematico e pratico. Tra i primi protagonisti di questa nuova era vi sono Antoine Lavoisier, considerato il padre della chimica moderna per via della sua “scoperta” dell’idrogeno e dell’ossigeno, e Friedrich Wöhler, il primo ad aver sintetizzato l’urea a partire da reagenti inorganici.
La chimica è un’affascinante scienza sperimentale che esplora la composizione della materia e il suo straordinario comportamento. Collega e arricchisce le altre discipline scientifiche, lasciando un’impronta indelebile nel mondo industriale, farmaceutico, ambientale e nella preziosa opera di restauro dei beni culturali. La sua importanza si riverbera anche nei campi della chimica supramolecolare, nucleare, caos chimico e radiochimica, con preziose applicazioni nel settore farmaceutico.
Radici antiche e profondo impatto sulla vita quotidiana rendono la chimica una scienza straordinaria. Ci guida nell’esplorazione della struttura della materia e delle sue molteplici proprietà, svolgendo un ruolo fondamentale nello sviluppo di nuovi materiali e composti. La vastità delle sue specializzazioni e applicazioni, in continua crescita, contribuisce in modo essenziale nei settori industriali, farmaceutici, ambientali e nella tutela dei beni culturali. La ricerca in questo campo è in costante evoluzione, promuovendo studio e innovazione inarrestabili.


“La chimica è, tecnicamente… la chimica è lo studio delle sostanze, ma io preferisco vederla come lo studio dei cambiamenti. Ad esempio, pensate a questo: elettroni, loro cambiano i loro livelli di energia; molecole… le molecole cambiano i loro legami; elementi… si combinano e cambiano in composti. Be’, questa… questa è la vita, giusto? Cioè è solo… è la costante, è il ciclo: creazione e dissoluzione, poi di nuovo creazione poi ancora dissoluzione, è crescita poi decadimento, poi trasformazione! Ed è affascinante, davvero!”
[BREAKING BAD]