
Molti sanno che Tachipirina è il nome commerciale del PARACETAMOLO, però sanno che il paracetamolo, chiamato meno comunemente anche acetaminofene, è il prodotto del metabolismo umano di una sostanza piuttosto tossica: l’acetanilide, derivata dall’anilina.
acetanilide
L’effetto antipiretico (contro la febbre) e antidolorifico dell’acetanilide fu scoperto casualmente, per un scambio di flaconi, da due medici tedeschi nel 1886, mentre stavano testando (pensate un po’) una sostanza chiamata naftalene come possibile vermifugo; stiamo parlando di prodotti ottenuti e derivati dal catrame di carbone! Sin da allora l’acetilanilide si rilevò molto tossica, tanto che nel 1906 la si dichiarò non più utilizzabile per uso farmacologico. Solo nel 1948 si scoprì che l’acetanilide viene metabolizzata dall’organismo con un processo di ossidazione e trasformata in due sostanze: il paracetamolo (in chimica: 4-acetammido-fenolo), che è il vero responsabile dell’azione terapeutica e in un altro prodotto, l’anilina. Quest’ultima è una sostanza estremamente tossica e causa la metaemoglobinemia (una forma di anemia in cui l’emoglobina viene danneggiata e resa incapace di trasportare l’ossigeno ai tessuti, con conseguente “cianosi”); l’anilina porta inoltre danni a fegato e reni.
E’ molto interessante notare come l’organismo tende a difendersi da sostanze aggressive e tossiche trasformandole, con il proprio meccanismo di autodifesa in sostanze inoffensive oppure più facilmente eliminabili. Alcuni di questi prodotti, tuttavia, mantengono o aumentano l’effetto terapeutico della sostanza di partenza. La moderna farmacologia individua, crea ed utilizza solo queste sostanze, evitando tutti gli effetti tossici dei precursori e liberando l’organismo dal difficile compito della disintossicazione. Il PARACETAMOLO è una di queste sostanze ed oggi è considerato un farmaco molto sicuro ed efficace, se utilizzato ai dosaggi raccomandati da medico, farmacista e foglietto illustrativo.
IL BISNONNO DELLA TACHIPIRINA
Il nome commerciale dell’acetanilide, questo primo precursore primordiale antipiretico e antidolorifico, era ANTIKAMNIA (letteralmente “contrario al dolore”).
L’Antikamnia venne commercializzata nel fine ‘800 in America e Europa, con campagne pubblicitarie “molto aggressive”, dalla omonima compagnia e proposta in varie formulazioni e composizioni che avevano diverse indicazioni terapeutiche.
Le varie specialità in cui era proposta l’Antikamnia comprendevano delle sostanze farmacologicamente molto potenti come la codeina, chinino e persino morfina ed eroina. Queste sostanze erano aggiunte allo scopo di potenziarne gli effetti antidolorifici miracolosi, ma se ne trascuravano o si minimizzavano gli effetti tossici, particolarmente evidenti in caso di abuso, come la dipendenza, l’assuefazione o la pericolosa inibizione del processo autonomo della respirazione. Molti furono i casi di intossicazione severa e perfino di morte.
Per commercializzare in modo impattante l’Antikamnia, venne pubblicata una serie di calendari ad effetto macabro, raffiguranti nei vari mesi alcuni scheletri intenti al lavoro e al gioco.

Sicuramente erano del tutto inconsapevoli del fatto che lo stesso prodotto che stavano reclamizzando si sarebbe successivamente dimostrato in molti casi fatale!
PARACETAMOLO, IL NUMERO UNO
Oggi ovviamente utilizziamo solo il farmaco derivato, il PARACETAMOLO, o Tachipirina per i più.
Il paracetamolo dunque si dimostra un ottimo farmaco antipiretico ed antidolorifico, tanto che lo si può somministrare efficacemente fin dalla primissima infanzia e persino in gravidanza. E’ molto efficace e sicuro se utilizzato alle dosi terapeutiche indicate dal medico, dal farmacista e dal foglietto illustrativo.
Tuttavia bisogna comunque fare molta attenzione, perché non è un farmaco esente da tossicità acuta, se utilizzato in modo improprio e ad alti dosaggi. Purtroppo questo è un fenomeno che in questi ultimi anni sta emergendo in maniera molto evidente, per la bassissima consapevolezza de.
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