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Informazioni sul paracetamolo e la Tachipirina

– Il paracetamolo è il principio attivo della Tachipirina, un farmaco utilizzato contro febbre e dolore.

– Non ha effetti antinfiammatori in quanto non è un FANS e agisce sulla COX-3 anziché sulle prostagine dolorose.

– Il paracetamolo è considerato uno dei farmaci più sicuri sul mercato, ma può causare gravi danni al fegato se superata la dose giornaliera.

– Il fegato è responsabile della metabolizzazione del paracetamolo, con il citocromo P450 che aiuta a neutralizzare sostanze tossiche.

– Un metabolita del paracetamolo può essere potenzialmente pericoloso per il fegato, ma il glutatione agisce come “pompiere” per spegnere il fuoco della distruzione.

– In caso di sovradosaggio, il glutatione può esaurirsi, portando a danni epatici gravi.

– L’antidoto all’intossicazione da paracetamolo è l’N-acetil cisteina.

# Dosaggio e precauzioni

– Anche se matematicamente prendere due compresse da 500 mg di Tachipirina sembra equivalere a 1000 mg, dal punto di vista farmacologico non è così.

– A causa delle percentuali perse durante la distruzione della forma farmaceutica, l’assorbimento e il metabolismo, prendere due compresse potrebbe non essere conveniente.

– Se si ha solo la febbre, è consigliabile continuare con la dose da 500 mg, evitando di prenderle contemporaneamente.

– È preferibile prendere una compressa e aspettare almeno 4 ore prima di assumerne un’altra, per un abbassamento della temperatura più controllato.

Queste informazioni sono importanti per comprendere meglio l’effetto del paracetamolo e per evitare possibili danni al fegato dovuti a un uso scorretto della Tachipirina.

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TACHIPIRINA, LA SUA STORIA


Molti sanno che Tachipirina è il nome commerciale del PARACETAMOLO,  però sanno che il paracetamolo, chiamato meno comunemente anche acetaminofene, è il prodotto del metabolismo umano di una sostanza piuttosto tossica: l’acetanilide, derivata dall’anilina. 

acetanilide

 

 

 


L’effetto antipiretico (contro la febbre) e antidolorifico dell’acetanilide fu scoperto casualmente, per un scambio di flaconi, da due medici tedeschi nel 1886, mentre stavano testando (pensate un po’) una sostanza chiamata naftalene come possibile vermifugo; stiamo parlando di prodotti ottenuti e derivati dal catrame di carbone! Sin da allora l’acetilanilide si rilevò molto tossica, tanto che nel 1906 la si dichiarò non più utilizzabile per uso farmacologico. Solo nel 1948 si scoprì che l’acetanilide viene metabolizzata dall’organismo con un processo di ossidazione e trasformata in due sostanze: il paracetamolo (in chimica: 4-acetammido-fenolo), che è il vero responsabile dell’azione terapeutica e in un altro prodotto, l’anilina. Quest’ultima è una sostanza estremamente tossica e causa la metaemoglobinemia (una forma di anemia in cui l’emoglobina viene danneggiata e resa incapace di trasportare l’ossigeno ai tessuti, con conseguente “cianosi”); l’anilina porta inoltre danni a fegato e reni.


E’ molto interessante notare come l’organismo tende a difendersi da sostanze aggressive e tossiche trasformandole, con il proprio meccanismo di autodifesa in sostanze inoffensive oppure più facilmente eliminabili. Alcuni di questi prodotti, tuttavia, mantengono o aumentano l’effetto terapeutico della sostanza di partenza. La moderna farmacologia individua, crea ed utilizza solo queste sostanze, evitando tutti gli effetti tossici dei precursori e liberando l’organismo dal difficile compito della disintossicazione. Il PARACETAMOLO è una di queste sostanze ed oggi è considerato un farmaco molto sicuro ed efficace, se utilizzato ai dosaggi raccomandati da medico, farmacista e foglietto illustrativo.

IL BISNONNO DELLA TACHIPIRINA
Il nome commerciale dell’acetanilide, questo primo precursore primordiale antipiretico e antidolorifico, era ANTIKAMNIA (letteralmente “contrario al dolore”).
L’Antikamnia venne commercializzata nel fine ‘800 in America e Europa, con campagne pubblicitarie “molto aggressive”, dalla omonima compagnia e proposta in varie formulazioni e composizioni che avevano diverse indicazioni terapeutiche.

Le varie specialità in cui era proposta l’Antikamnia comprendevano delle sostanze farmacologicamente molto potenti come  la codeina, chinino e persino morfina ed eroina. Queste sostanze erano aggiunte allo scopo di potenziarne gli effetti  antidolorifici miracolosi, ma se ne trascuravano o si minimizzavano gli effetti tossici, particolarmente evidenti in caso di abuso, come la dipendenza, l’assuefazione o la pericolosa inibizione del processo autonomo della respirazione. Molti furono i casi di intossicazione severa e perfino di morte. 
Per commercializzare in modo impattante l’Antikamnia,  venne pubblicata una serie di calendari ad effetto macabro, raffiguranti nei vari mesi alcuni  scheletri intenti al lavoro e al gioco.

Sicuramente erano del tutto inconsapevoli del fatto che lo stesso prodotto che stavano reclamizzando si sarebbe successivamente dimostrato in molti casi fatale!

PARACETAMOLO, IL NUMERO UNO
Oggi ovviamente utilizziamo solo il farmaco derivato, il PARACETAMOLO, o Tachipirina per i più.
Il paracetamolo dunque  si dimostra un ottimo farmaco antipiretico ed antidolorifico, tanto che lo si può somministrare efficacemente fin dalla primissima infanzia e persino in gravidanza. E’ molto efficace e sicuro se utilizzato alle dosi terapeutiche indicate dal medico, dal farmacista e dal foglietto illustrativo.
Tuttavia bisogna comunque fare molta attenzione, perché non è un farmaco esente da tossicità acuta, se utilizzato in modo improprio e ad alti dosaggi. Purtroppo questo è un fenomeno che in questi ultimi anni sta emergendo in maniera molto evidente, per la bassissima consapevolezza de.
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